Aggiornato il 22 Dicembre 2025 da Elisa Branda
In occasione del World Meditation Day, celebrato a livello globale nel giorno del solstizio d’inverno, Suzanne Giesemann ha guidato una diretta speciale dedicata alla meditazione come strumento di pace, centratura e risveglio della consapevolezza. Un incontro che ha unito migliaia di persone in tutto il mondo con un’intenzione comune: ricordare che la pace non è qualcosa da cercare fuori, ma una presenza già viva dentro di noi.
Suzanne ha aperto l’incontro invitando tutti a immaginare l’energia di milioni di persone che, nello stesso momento, si raccolgono in uno spazio di silenzio condiviso. È proprio questo, ha spiegato, il dono più profondo della meditazione: farci sperimentare l’unità, la sensazione di essere parte di un unico campo di coscienza.

Perché meditiamo: “Got peace”
Con il suo stile diretto e umano, Suzanne ha raccontato un piccolo episodio quotidiano che l’ha portata a riflettere sul vero motivo per cui meditiamo. Ricordando una famosa pubblicità con i baffi di latte e lo slogan “Got milk?”, ha sorriso pensando a una versione alternativa vista anni fa: “Got peace?”.
È questo, secondo lei, il cuore della meditazione: ritrovare quella pace interiore che non cambia mai, anche quando il mondo intorno a noi appare caotico. Un mondo che, negli ultimi anni, è diventato sempre più instabile sul piano personale, relazionale, sociale e globale. La meditazione non è l’unica via per tornare al centro di sé, ma è senza dubbio una delle più potenti.
Ti invito a visitare il sito ufficiale di Suzanne Giesemann.

La meditazione come pratica trasformativa: l’esperienza personale di Suzanne
Suzanne ha condiviso una parte molto intima del suo percorso. La meditazione è entrata nella sua vita nel 2006, in seguito alla morte della figlia Susan. In quel momento di dolore profondo, qualcosa dentro di lei – ciò che oggi riconosce come la voce dell’anima – le ha fatto sentire che una parte di noi non può morire.
Senza sapere davvero come meditare, ha iniziato semplicemente a sedersi in silenzio ogni giorno, con l’intenzione di percepire Susan. Quella che era nata come una ricerca disperata si è trasformata presto in una pratica che ha cambiato radicalmente il suo modo di vivere. Con il tempo, le reazioni impulsive allo stress hanno lasciato spazio a una calma sempre più stabile.
Vorrei invitare a leggere la storia di Suzanne Giesemann e come la sua vita è stata trasformata, a partire dalla sua carriera militare. Puoi trovare il mio articolo qui: Suzanne Giesemann: messaggi di speranza.
Suzanne ha raccontato come, dopo anni di pratica quotidiana, oggi riesca ad affrontare anche situazioni frustranti – come problemi tecnici durante una diretta con migliaia di persone – senza perdere il centro. Non perché reprima le emozioni, ma perché ha imparato a tornare a uno spazio interiore che resta intatto.

Meditazione e cervello: intuizione e scienza
Oltre all’aspetto spirituale, Suzanne ha toccato anche quello scientifico. La meditazione, ha spiegato, calma l’emisfero sinistro del cervello – quello analitico e razionale – e riattiva l’emisfero destro, più intuitivo e fluido. È così che l’intuizione “torna online”.
Ma, più ancora delle spiegazioni scientifiche, ciò che conta è l’esperienza diretta: riconoscere se stessi come anima, non solo come identità umana. Un tema centrale anche nel suo libro e nel documentario Wolf’s Message, che racconta storie di continuità della coscienza oltre la morte.
L’esempio di Mike: la meditazione nei momenti più difficili
Un momento particolarmente toccante è stato il racconto di una conversazione recente con Mike, il padre di Wolf, la cui moglie sta affrontando una grave malattia. Invece di lasciarsi sopraffare dalla paura, Mike ha scelto di meditare una seconda volta nello stesso giorno, trovando una pace che gli era mancata nelle settimane precedenti.
Suzanne ha usato una bellissima metafora: la meditazione permette di salire su una mongolfiera e osservare la propria vita dall’alto, senza negare il dolore, ma senza esserne travolti. Non è “spiritual bypassing”: non serve a evitare le emozioni, ma a riconoscere il punto neutro da cui tutte le emozioni emergono.

L’intervento di Marci Shimoff: felicità, scienza e silenzio
A questo punto Suzanne ha introdotto l’ospite speciale della giornata, Marci Shimoff, autrice bestseller del New York Times, insegnante trasformazionale e una delle voci più autorevoli nel campo della felicità e della crescita personale.
Marci ha ricordato quanto sia straordinario che le Nazioni Unite abbiano ufficialmente istituito il World Meditation Day: un segnale potente che indica come la pace interiore e la coscienza contino davvero, anche a livello globale.
Ha poi condiviso la sua storia personale: una vita iniziata sotto il segno della depressione, trasformata grazie alla meditazione scoperta a soli 16 anni. Da allora, oltre 50 anni di pratica costante l’hanno portata non solo a una profonda pace interiore, ma anche a intuizioni creative fondamentali per il suo percorso professionale.
Riprogrammare il benessere: il concetto del set-point della felicità
La ricerca sul “happiness set point” rivela che il nostro livello medio di felicità è formato da tre componenti: il 10% dipende dalle circostanze, il 50% dalla genetica e il 40% dalle abitudini quotidiane. La buona notizia è che gran parte di ciò che determina la nostra felicità è modificabile attraverso abitudini intenzionali.
Questo significa che se pratichiamo regolarmente tecniche che aumentano la gratitudine, la gentilezza, la presenza e la connessione interiore, possiamo alzare il nostro livello di benessere stabile. Tra le abitudini più efficaci, la meditazione figura in cima alla lista: è la base che rende possibili altri cambiamenti sostenibili.

La felicità non dipende dalle circostanze
Marci ha spiegato uno dei concetti chiave del suo lavoro: il “set point” della felicità. Solo il 10% della nostra felicità dipende dalle circostanze esterne; il resto è legato a genetica e, soprattutto, alle abitudini mentali ed emotive. La buona notizia è che le abitudini possono essere cambiate, e la meditazione è uno degli strumenti più efficaci per farlo.
Ha citato studi che mostrano come cinque minuti di rabbia o frustrazione possano indebolire il sistema immunitario per ore, mentre cinque minuti di pace e amore possono rafforzarlo per lo stesso tempo. Meditare, quindi, non è solo un atto personale, ma un gesto di cura anche verso gli altri.
Il “territorio dolce del silenzio”
Uno dei passaggi più poetici dell’intervento di Marci è stato il riferimento all’antropologa Angelus Arrien, che raccontava come, nelle culture indigene, lo sciamano ponesse quattro domande a chi soffriva:
Quando hai smesso di cantare?
Quando hai smesso di danzare?
Quando hai smesso di raccontare storie?
E quando hai smesso di passare tempo nel dolce territorio del silenzio?
È proprio lì, nel silenzio, che ritroviamo la connessione con l’anima.
La meditazione guidata: tornare al cielo blu
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata a una meditazione guidata profonda, condotta da Suzanne con l’intento di far sperimentare a tutti quello spazio di consapevolezza che lei descrive come il “cielo blu”, mentre pensieri ed emozioni sono solo nuvole di passaggio.
Attraverso il respiro, l’attenzione al corpo e una serie di affermazioni, i partecipanti sono stati accompagnati a riconoscersi come gioia, pace, forza, coraggio, gratitudine e amore, in un movimento armonico di consapevolezza che unisce mente, cuore e corpo.
Una guida pratica: esercizio di respirazione e centratura
Di seguito la pratica guidata di Suzanne Giesemann pensata per essere accessibile e trasformativa. È una versione scritta di una esperienza che ha condiviso molte volte, pensata per portare rapidamente il sistema in uno stato di coerenza.
Preparazione
Trovate una posizione comoda. Chiudete lentamente gli occhi. Portate l’attenzione al respiro. L’intenzione è semplice: sperimentare voi stessi come quel cielo azzurro che tutto ospita.

Respirazione e hara
Inalate lentamente dal naso. Espirate lungo dalla bocca, lasciando l’espirazione più lunga dell’inalazione. Posate le mani sul basso ventre, appena sotto l’ombelico, chiamato hara. Inspira e pensa: Io sono questa consapevolezza. Espira e pensa: La consapevolezza vive qui.
Cuore e compassione
Sposta le mani sul cuore. Mantieni il respiro lento ed equilibrato. Inspira e afferma: Sono questa consapevolezza centrata nel cuore. Espira e afferma: Sono incarnazione di compassione e amore.

Testa e intuito
Metti una mano sull’hara e una mano sul cuore. Sposta l’attenzione alla testa. Inspira e pensa: La testa è il centro dell’intuizione. Espira e afferma: Con la testa, il cuore e l’hara allineati, conosco la verità.
Scansione energetica e affermazioni
Ora porta la consapevolezza lungo la colonna, dalla base della spina dorsale fino alla sommità del capo. A ogni area puoi associare una qualità innata:
- Base della spina: Sono gioia in espressione.
- Belly/ombelico (hara): Sono pace.
- Plexus solare: Sono forza.
- Cuore: Sono coraggio.
- Gola: Sono umiltà.
- Dietro gli occhi: Sono gratitudine.
- Sommità del capo: Amo e sono amore che conosce nessuna separazione.

Ascolto e intuizione
Rimani in silenzio e poniti questa domanda: Che cosa ho più bisogno di sapere ora? Poi ascolta. Non tutte le risposte arrivano con parole: possono manifestarsi come un’immagine, una sensazione, una chiarezza improvvisa. Impara a riconoscere quali “nuvole” mentali meritano attenzione e quali possono passare senza coinvolgimento.
Chiusura
Porta le mani sul cuore. Senti gratitudine per il tempo dedicato. Quando sei pronto, ritorna al ritmo normale del respiro e apri lentamente gli occhi. Anche pochi minuti al giorno, praticati con costanza, producono cambiamenti profondi.
Pratiche brevi e sostenibili: il valore del “SIP of the Divine”
Non tutti hanno tempo per lunghe meditazioni. La pratica di tre minuti chiamata SIP of the Divine (Sit in Peace) di Suzanne Giesemann offre un punto di partenza pratico: sedersi, respirare e osservare il tempo mentale come meteorologia. Se non sai da dove cominciare, una breve routine mattutina crea l’impalcatura per il cambiamento delle abitudini.
LEGGI ANCHE: Sip of the Divine Suzanne Giesemann: trasformazione in tre minuti al giorno con la meditazione

la luce che non si compra – “Io sono la luce”
A conclusione, Suzanne ha raccontato un episodio emblematico: durante una conferenza le venne proposto un costoso dispositivo luminoso con tecnologia quantistica che prometteva di “alzare la vibrazione”. Il prezzo suggerito era importante, e la tentazione reale. Invece di cedere all’acquisto impulsivo, Suzanne ha preso l’abitudine che raccomanda sempre: andare dentro e chiedere.
“Dopo una breve meditazione ho avuto la chiarezza: non avevo bisogno di quel dispositivo. Sono tornata alla sala e ho incontrato l’uomo che mi chiese se avevo deciso. Ho risposto: “Ho deciso che non lo comprerò”. Quando mi chiese perché, ho detto: “Perché io sono la luce”. La sua reazione è stata sintetica: “Se tutti capissero questo, sarei fuori mercato”.”
Non c’è nessun oggetto esterno che possa darci ciò che già siamo. La meditazione serve proprio a ricordarcelo.
Questa esperienza è una potente lezione: gli strumenti esterni possono essere utili, ma non possono sostituire la scoperta che la presenza, la luce e la guarigione sono già dentro di noi. La pratica regolare permette di attivare quella sorgente senza dipendere da fattori esterni costosi o instabili.
Altri modi per integrare la pratica nella vita quotidiana
Integrare la meditazione non significa aggiungere una fatica alla lista di cose da fare. Ecco alcuni approcci pratici:
- Micro-pratiche: 1-3 minuti di respirazione consapevole durante le pause.
- Rituali mattutini: poche respirazioni profonde appena svegli per orientare la giornata.
- Meditazione con l’intento: iniziare sempre la pratica con una domanda o un’intenzione specifica.
- Scrittura riflessiva: dopo la meditazione annotare eventuali intuizioni, per costruire fiducia nel processo.
Un messaggio per il mondo
Il World Meditation Day, così come è stato vissuto in questa diretta, non è stato solo un evento, ma un invito: a fermarci, a sintonizzarci, a ricordare chi siamo davvero. Come recita il proverbio cinese citato da Marci Shimoff:
Quando c’è luce nell’anima, c’è bellezza nella persona.
Quando c’è bellezza nella persona, c’è armonia nella casa.
Quando c’è armonia nella casa, c’è ordine nella nazione.
Quando c’è ordine nella nazione, c’è pace nel mondo.
Ed è proprio da qui, dal silenzio e dalla luce interiore di ciascuno, che può nascere una pace più grande.



